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Come funziona il Black Friday e a quando la mitica data 2020

di Caroline GeorganidisRetail Manager in MTC

Venerdì 27 novembre 2020…inizia il countdown!

Il Black Friday è diventato da qualche anno uno dei giorni più attesi per lo shopping. Sia da parte dei negozianti, che da parte della popolazione che freme e fa il conto alla rovescia per gli sconti e le offerte più imperdibili dell’anno!

Come nasce il Black Friday?

Il Black Friday è una delle numerose ricorrenze importate dall’America, ideata dalla catena dei grandi magazzini Macy’s nel 1924 per dare il via libera allo shopping natalizio.

Quando cade il giorno del Black Friday?

Come ogni anno, casca il venerdì dopo il Thanksgiving day, a novembre. È definito nero perché si dice che, all’epoca, sui libri contabili, erano segnati in rosso i conti in perdita e in nero quelli in utile. Un’altra teoria per spiegare perché l’uso dell’aggettivo “BLACK” Friday è che rappresenterebbe il nero della folla creata nelle strade durante questo giorno di shopping intenso.

È negli anni 80 che in America esplode definitivamente il fenomeno, diventando una vera e propria corsa agli acquisti: sconti incredibili, file interminabili all’alba davanti ai negozi, clienti che si strappano di mano l’oggetto del desiderio…e piano piano la tradizione si estende in Europa, in Asia e nel resto del mondo.

Quando è stato introdotto in Italia il Black Friday?

In Italia, questo giorno caratterizzato dalle offerte più convenienti dell’anno, è stato importato la prima volta da Apple nel 2011 e da diversi anni si trova nel calendario dei piani commerciali delle grandi catene di negozi. Da Zalando a Euronics, da Mediaworld a Zara fino all’immancabile Amazon.

Negli ultimi anni, nel nostro paese, si assiste ad una vera e propria attesa per questa giornata. Già settimane prima del grande giorno, i consumatori effettuano online le ricerche su cosa comprare e dove comprare in occasione del Black Friday per non perdere delle opportunità di sconto.

Dalla ricerca condotta nel 2019 da GfK Italy su un campione di 1.000 consumatori, emerge che nel 2018 un regalo di Natale su due è stato acquistato durante il Venerdì Nero, mostrando così la crescente rilevanza che questo giorno ha per i consumatori. 

Lo scorso anno i consumatori americani hanno speso ben 7,4 miliardi di dollari (6,7 miliardi di euro) in acquisti online, tanto da renderlo il “secondo giorno di shopping online più grande di sempre”. La cifra più alta era stata realizzata durante il Cyber Monday del 2018, che aveva registrato vendite per 7,9 miliardi di dollari.

Anche in questo 2020 “il venerdì nero” è tanto atteso, ma le previsioni sono poco affidabili. Le incertezze del lockdown e le preoccupazioni legate al covid-19 non permettono di capire come reagiranno gli italiani di fronte alle offerte sicuramente imperdibili, ma inseriti in un contesto storico non proprio felice.

Quest’anno infatti, numerose aziende hanno iniziato gli sconti molto prima del 27 novembre, creando dei “pre-eventi” o approfittando di altre ricorrenze come ad esempio quella del 11/11, festa dei single, mai così tanto sponsorizzata come in questo 2020.

Si presume che per il prossimo 27 novembre, l’e-commerce si rivelerà il canale privilegiato per gli acquisti. Per molti commercianti infatti sarà impossibile aprire i propri punti vendita nelle prossime settimane, a causa delle restrizioni imposte dal nuovo DPCM di novembre. Chi non ha purtroppo un sito ben organizzato sarà sicuramente penalizzato e dovrà puntare soltanto sulle consegne a domicilio.

In queste ultime settimane, le grandi aziende hanno iniziato a divulgare i loro spot pubblicitari, a mandare le email per ricordare la fatidica data e ad invitare ad iscriversi alle newsletter per permettere ai clienti di essere avvisati appena iniziano gli sconti…con la speranza che anche quest’anno il Black Friday sia un’altra giornata da record.

Il 27 novembre tireremo le somme, sperando di poterlo fare con la penna nera!

Contattaci se vuoi sapere come spingere il tuo negozio!

Have a good Black Friday shopping!

due persone che si stringono la mano
Coaching, Marketing e Vendite

La nuova figura del venditore coach.

Quali competenze servono oggi per essere performanti nella vendita

Con l’avvento della tecnologia e il conseguente maggior accesso all’informazione, anche il ruolo dei venditori ha affrontato un grosso cambiamento. Da detentore dell’informazione sul prodotto, oggi il venditore si trova davanti clienti spesso già informati e con le idee abbastanza chiare. Ecco quindi che il ruolo del venditore e anche le competenze che lo rendono performante cambiano radicalmente. 

La conoscenza tecnica e di prodotto è essenziale, ma non basta più, anzi a volte risulta limitante. Infatti l’ansia di dimostrare di essere competenti risulta spesso deleteria nel momento in cui il cliente la percepisce il quale, di conseguenza, si approfitta della consulenza gratuita secondo l’idea “usa e getta”.

Diventa quindi di vitale importanza sviluppare competenze diverse che rendano il venditore performante nel suo nuovo ruolo ossia quello di Consulente. Non deve più salire un gradino sopra rispetto al cliente, ma deve mettersi al suo fianco. 

Quali sono le competenze più utili ad apportare questa trasformazione?

Partendo dal presupposto che per vendere devo instaurare una relazione umana, conoscere il mio cliente e guidarlo, le competenze che serviranno maggiormente sono quelle del Coaching.

Il coaching è un processo di accompagnamento da un punto di partenza ad un punto di arrivo. Cosa significa? Significa che il venditore accompagna effettivamente il cliente nell’indagine e nella scelta di ciò che è più giusto per lui. Un concetto che fa la differenza è che il cliente non vuole che gli venga venduto niente, vuole comprare. Non funziona più la vecchia scuola della persuasione, manipolazione e pressione sulla scontistica.

Oggi il cliente cerca affidabilità e credibilità.

Il venditore-coach è disponibile con il cliente, ma non è a disposizione e questo significa supportarlo valorizzando al contempo la propria professionalità ed il proprio tempo.

Cosa deve saper fare il venditore-coach?

Il venditore-coach sa formulare domande, sia con l’obiettivo di conoscere e scoprire le esigenze del cliente sia con l’obiettivo di generare nuove consapevolezze nello stesso.

Sa anche guidare il processo decisionale del cliente considerando e partendo dal suo schema del mondo.

Il venditore-coach sa ASCOLTARE PER CAPIRE cioè sa individuare le paure ed i reali bisogni, le leve motivazionali sulle quali spingere, ma sopra ogni cosa, deve avere e deve far percepire un interesse autentico nei confronti della persona. Sì una persona. Il venditore-coach ha chiaro che un cliente è prima di tutto una persona!  Questo è l’aspetto che più impatta in una relazione produttiva di vendita.

Se vuoi approfondire ed allenare le competenze di coaching nella vendita contattaci per un percorso personalizzato.

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