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L’industria 4.0. Significato, benefici, le competenze richieste

di Riccardo Caponi

L’industria 4.0, anche detta quarta rivoluzione industriale, è il fenomeno più quotato del momento in tema di innovazione. 

Di cosa si tratta? E perché è così importante per le imprese coglierne i vantaggi e stare al passo con i tempi?

Ogni precedente rivoluzione industriale è stata innescata, insieme a fattori scatenanti come le necessarie condizioni socio-economiche, da una o più specifiche tecnologie:

la Prima rivoluzione industriale ha avuto inizio grazie all’invenzione e alla diffusione della macchina a vapore di James Watt e del telaio meccanico nell’industria tessile

la Seconda rivoluzione industriale è stata innescata grazie al motore a combustione interna di Barsanti e Matteucci, all’elettricità di Edison e all’organizzazione del lavoro di Taylor e Ford

la Terza ha avuto inizio infine grazie all’invenzione del microprocessore della Intel e poi all’esplosione dell’informatica personale dovuta agli americani Steve Jobs e Bill Gates.

Il termine Industria 4.0 è stato usato per la prima volta nel 2011 alla Fiera di Hannover, in Germania. 

Il riferimento, allora, era a un’ipotesi di progetto da cui sarebbe poi partito un gruppo di lavoro nel 2012, il quale ha presentato al governo federale tedesco una serie di raccomandazioni per l’implementazione del Piano Industriale del Paese. In Italia, invece, il termine è apparso ufficialmente solo nel 2016, nel documento Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020.

 L’Industry 4.0 sarà ricordata come la rivoluzione che connetterà il mondo dei dati e il mondo delle macchine utensili con il mondo dei computer e il mondo dei clienti con il mondo dei produttori.

Guardare alle connessioni tra elementi, una volta distanti e settoriali, è il segreto per capire, promuovere e praticare la Quarta rivoluzione industriale. Naturalmente le tecnologie continuano a giocare un ruolo centrale in questo processo, ma è l’approccio progettuale e culturale a fare la differenza. Insomma, per dirla in modo semplice, non basta comprare una stampante 3D o inserire qualche sensore in fabbrica per dire di essere un’azienda 4.0. Sono necessarie molte competenze in più, tra le quali la capacità di gestire la complessità.

Oggi molti di noi utilizzano la tecnologia 4.0 e nemmeno se ne rendono conto: pensate ad alcuni shop online sui quali ordinare comodamente un pacco, che tramite un semplice messaggio puoi tracciare e addirittura essere informato in tempo reale in merito alle informazioni del tuo ordine: è stato imballato o è stato appena spedito e in più sei informato sulla sua dislocazione. Questo processo apparentemente semplicissimo è ormai parte del quotidiano, fa parte dell’interconnessione e, chiaramente, è tecnologia 4.0.

La quarta rivoluzione industriale non riguarda solo la tecnologia, ma è anche e, soprattutto, un nuovo paradigma culturale con un impatto sul lavoro a tutti i livelli: da chi si trova a bordo macchina, con le macchine in rapido cambiamento e robot sempre più collaborativi, salendo nella scala gerarchica dell’organizzazione fino ai vertici della fabbrica e dell’impresa.

L’idea di fondo è il tema dell’ interconnessione, cioè di immaginare uno scenario di sistema produttivo, in cui le principali risorse del sistema produttivo (quindi le persone, le macchine, gli impianti, le materie prime, i prodotti finiti, fino ad arrivare al consumatore) siano tra loro interconnessi.

Quindi, la parola chiave – attenzione! – non è “Automazione”, la parola chiave è “Interconnessione”. È un’interconnessione che va a toccare non solo la fabbrica – perché un altro errore è confondere Industria 4.0 con automazione nella fabbrica – qui si parla di uno scenario in cui la fabbrica è un componente di un sistema decisamente più ampio, che esce dalla fabbrica, abbraccia il sistema logistico distributivo e abbraccia la supply chain, cioè tutto quell’insieme di attori che creano valore all’interno del sistema, fino ad arrivare al consumatore finale e toccando molti processi che non sono solo il processo di fabbricazione del prodotto, ma sono il processo di sviluppo di nuovi prodotti, di fabbricazione, processi di distribuzione, di assistenza post- vendita e di marketing, in relazione con il consumatore.

Le tecnologie abilitanti che convenzionalmente caratterizzano l’industria 4.0 sono:

Robotica avanzata: macchinari interconnessi, rapidamente programmabili e dotati di intelligenza artificiale

Manifattura additiva: stampa 3D, fabbricazione digitale

Realtà aumentata: dispositivi indossabili attraverso cui esperire un piano di realtà sovrapposto alla nostra

Integrazione orizzontale/verticale: tutti gli step della catena del valore, dal produttore al consumatore, comunicano tra di loro

Simulazione: possibilità di simulare nuovi processi legati all’attività produttiva prima della messa in pratica nella realtà

Industrial Internet o Internet delle cose applicato all’industria: oggetti (“cose”) riconoscibili e intelligenti in grado di poter comunicare dati su se stessi

Cloud: gestione di elevate quantità di dati direttamente in rete

Cyber-Security: garanzia di sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi in un cloud

Big Data e analitiche: analisi di un’ampia base di dati necessarie alla produzione in real time di informazioni utili per ottimizzare prodotti e processi produttivi

L’implementazione di queste nuove tecnologie richiede un cambio di paradigma. Siamo di fronte ad una transizione: dal vecchio concetto di fabbrica alla nuova fabbrica intelligente, caratterizzata da una produzione digitalizzata, che funziona in maniera dinamica, una fabbrica composta da processi più fluidi, INTERCONNESSI, e da sistemi di produzione adeguati alla modernità e ai suoi bisogni, capaci di utilizzare al meglio le risorse disponibili.

Produrre di più sprecando meno, questo è il mantra della trasformazione che stiamo vivendo.

Ma vediamo in concreto quali sono i benefici:

• Maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala

• Maggiore velocità dal prototipo alla produzione in serie attraverso tecnologie innovative

• Maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione errori e fermi macchina

• Migliore qualità e minori scarti mediante sensori che monitorano la produzione in tempo reale

• Maggiore competitività del prodotto grazie a maggiori funzionalità derivanti dai punti sopra esposti

Tramite il collegamento di tutti gli asset coinvolti nella filiera logistico-produttiva, il vantaggio primario del paradigma Industria 4.0 è sicuramente la disponibilità di tutte le informazioni pertinenti in tempo reale. Poter ricavare in qualsiasi momento dai dati la rendicontazione e il supporto necessario a superare eventuali impasse produttivi non è un aspetto da sottovalutare. La connessione tra persone, cose e sistemi crea un enorme valore aggiunto in termini di riduzione dei costi, disponibilità di informazioni in real time e interazione tra risorse.

Non a caso, le imprese che già hanno introdotto tecnologie abilitanti all’interno del proprio plant stimano una crescita di efficienza produttiva pari al 20-40% proprio grazie all’uso delle nuove tecnologie.

Un altro elemento comune alle competenze 4.0 deriva dall’incremento del ritmo delle decisioni da prendere, cioè la loro frequenza. Le dinamiche temporali diventano più veloci. Chi è abituato a organizzare il proprio lavoro secondo cicli temporali lunghi (riunioni una volta al mese, una volta alla settimana), si abituerà a fare riunioni tutti i giorni, oppure a farne due brevi al giorno. Al di là degli esempi specifici, l’organizzazione del lavoro dovrà cambiare.

Le competenze di base: 

– l’Operatore 4.0

– il Manutentore 4.0

– Logistica 4.0

– il Supply Chain Manager 4.0

– il Progettista 4.0

– l’Operation Mmanager 4.0

– l’ Imprenditore 4.0 

Il fattore comune (cioè l’elemento che collega tutte le competenze 4.0 che le figure professionali sopra elencate devono avere) è il dato, quindi la capacità di identificare, gestire, analizzare i dati per creare valore nei processi di business. Se le diverse figure professionali ad oggi erano abituate a prendere decisioni in mancanza di informazioni pertinenti ed aggiornate, adesso hanno a disposizione dati forniti in tempo reale.

Occorrono competenze in materia di analisi di trend, statistica, capacità di lettura dei dati grafici. Queste i diventano skill di basebasic, che oggi non tutti hanno.

Abbiamo completato la sintetica disamina delle tecnologie associate alla Quarta Rivoluzione industriale, ora tocca agli imprenditori, ai professionisti, ma anche ai semplici cittadini, il compito di unire i puntini e di far emergere una cultura che ci faccia diventare, dunque, i protagonisti della Quarta rivoluzione industriale.

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